Sacramenti

Sacramenti

Norme generali per la Celebrazione dei Sacramenti

I Sacramenti vanno di norma celebrati nella propria Parrocchia di residenza. Coloro che per esprimere, anche in questa circostanza, la personale devozione mariana desiderano venire al Santuario, devono attenersi alle disposizioni del Rettorato. Celebrare i Sacramenti al Santuario di Pompei significa accogliere la proposta di Spiritualità del Rosario e prendersi cura, sulle orme del beato Bartolo Longo, dei ragazzi e giovani in difficoltà sostenendo le Opere Sociali del Santuario. Il Santuario è ben lieto che i Sacramenti dell’Iniziazione cristiana e del Matrimonio vengano celebrati dal proprio Parroco.

  • Confessioni - Coloro che intendono ricevere i Sacramenti a Pompei è opportuno che si confessino nelle proprie parrocchie. Chi volesse farlo in Santuario deve venire almeno due ore prima. La Sala Confessioni, sempre molto affollata, è aperta tutti i giorni dalle 7.00 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.00. Per la celebrazione del Sacramento i penitenti possono utilizzare il sussidio: “Il Perdono di Dio”, appositamente preparato dal Santuario.
  • Puntualità - Coloro che celebrano i Sacramenti a Pompei siano puntuali, nel rispetto degli orari. Si tenga presente che il Santuario ha un servizio pastorale di accoglienza che richiede da tutti la puntualità.
  • Abiti - Siano consoni alla presenza in Chiesa. Evitare abiti che offendano il Signore e la dignità delle persone, specialmente dei poveri.
  • Fotografie - I fotografi siano rispettosi della preghiera e del raccoglimento evitando scatti in particolari momenti: proclamazione della Parola, omelia, dopo la Comunione e nei momenti di silenzio. In occasione dei Matrimoni è consentito ad un solo fotografo salire sul presbiterio. Gli operatori di ripresa dovranno rimanere all’esterno della balaustra. Nel pieno rispetto della professionalità, nella distinzione dei ruoli e nella complementarietà di intenti, si danno le seguenti indicazioni. Poiché la Basilica è molto illuminata, sia di luce naturale che artificiale, si prega di non usare luci supplementari o faretti fissi, nemmeno sulle telecamere usate per le riprese. Gli operatori debbono essere solo due: uno per le foto, uno per le riprese video. Siano vestiti convenientemente, come la sacralità del luogo impone e il buon senso suggerisce; se possibile, è gradito l’abito scuro. Il fotografo ha possibilità di movimento discreto e rispettoso per quanto si sta celebrando. È pregato di non rivolgere parole o inviti agli sposi, per determinare posizioni, sguardi; si limiti a riprendere. Gli strumenti professionali non possono essere lasciati ovunque, ma in posti non visibili e ben ordinati, in modo che non creino una sgradevole ammucchiata. Il Santuario non ha fotografi autorizzati.
  • Fiori - Il Santuario provvede ogni giorno al decoro della Basilica. Gli sposi possono aggiungere delle confezioni floreali che adornino l’Altare e il Trono della Madonna. Non è consentito nessun altro tipo di preparazione (tappeti, ecc.).
  • Musiche e canti - Siano di aiuto a vivere il mistero che viene celebrato e favoriscano la preghiera e la partecipazione di tutti. Le celebrazioni potranno essere animate dal suono dell’organo, o da un coro composto da almeno dodici cantori, concordando il programma musicale con il Rettorato. Non è consentita l’esecuzione delle seguenti composizioni: “Ave Maria” di F. Schubert, “Ave Maria” di C. Gounod, “Ave Maria” di G. S. Mercadante e P. Mascagni, “Sogno” di R. Schumann, “Largo” di G. Mulè, “La Vergine degli Angeli” di G. Verdi, “Largo” di G. F. Haendel, “Marcia nuziale” di R. Wagner, “Marcia nuziale” di F. Mendelssohn, “Ave Maria” di G. Verdi.

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