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Cronaca Supplica 6 ottobre 2019

facciataDomenica 6 ottobre 2019, Monsignor Stefano Russo, Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, ha presieduto la celebrazione della Messa e la recita della Supplica sul sagrato della Basilica di Pompei. A mezzogiorno, Papa Francesco, durante l’Angelus, ha invocato la Vergine Maria, donna di fede, alla vigilia della festa della Madonna del Rosario «in comunione con i fedeli radunati a Pompei per la tradizionale Supplica». L’omelia di Monsignor Russo è stata dedicata al tema della fede, di cui fu testimone il Beato Bartolo Longo, Fondatore del Santuario. «Quando, nel 1872, il Beato Bartolo Longo vi giunse – ha detto il celebrante – la Valle di Pompei era una terra desolata, abitata da uno sparuto gruppo di contadini, finanche
pericolosa per la presenza di briganti e per la scarsa salubrità. Nell’ottobre di quell'anno, camminando lungo i sentieri sterrati di quella piana, il Fondatore sentì un moto dello spirito, una voce interiore che gli diceva: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo”. Quel giorno, cominciò per il Beato una vita nuova». Dalla sua fede umile, dal suo sentirsi servo di Dio, è scaturita la fondazione del Santuario, l’apertura delle Opere di carità, la stessa presenza quotidiana di un numero eccezionale di pellegrini. «Tutto questo – ha commentato Russo – non può essere opera di un uomo. Qui c’è la mano di Dio e la presenza continua di Maria, spirituale, ma anche fisica». Ed anche l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, nel saluto, ha ricordato l’impegno del Santuario per la carità, secondo il carisma di Bartolo Longo. «Nella società di oggi sembra che non ci sia più spazio per l’imperfezione, per chi è ammalato, sofferente, anziano, povero, solo, per chi è affaticato ed oppresso. Si va affermando quella cultura dell’indifferenza e dello scarto di cui tante volte ci ha parlato Papa Francesco. Maria Santissima ci aiuti a cambiare i nostri occhi, a dissolvere quella nebbia che non ci permette di vedere l’altro come un fratello, facendoci chiudere nei recinti angusti e senza speranza dell’egoismo». Il pensiero, durante la Supplica, è andato anche ai due poliziotti uccisi venerdì nella questura di Trieste ed ai loro familiari perché l’amore della Vergine porti loro consolazione.

Riportiamo il comunicato stampa, l'omelia del Segretario generale CEI, Mons. Russo e il saluto di Mons. Caputo