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Cronaca Supplica 8 maggio 2021

sup hÈ stata una Supplica di speranza quella svolta stamattina, 8 maggio 2021, al Santuario di Pompei. Un anno fa il rito si era tenuto senza “concorso di popolo”. Quest’anno, nel rispetto del distanziamento, è stata possibile la partecipazione dei fedeli. Centinaia di migliaia di persone, inoltre, hanno seguito la celebrazione in diretta su Canale 21 e su Tv2000. Il cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, ha presieduto la Santa Messa e guidato la recita della famosa preghiera, composta dal Fondatore di Pompei, il Beato Bartolo Longo, nel 1883. Hanno concelebrato l’Arcivescovo di Pompei, Mons. Tommaso Caputo, l’Arcivescovo Luigi Travaglino e il clero pompeiano. Nell’omelia, riferendosi al
Vangelo dell’Annunciazione, il Porporato ha esortato i presenti a non avere paura: «Il timore di Maria – ha affermato – è quello di chi si trova davanti ad una svolta fondamentale della vita e il “non temere” dell’Angelo è una chiamata a non lasciarsi bloccare, ma piuttosto affascinare dal nuovo che Dio le sta aprendo. Noi, però, abbiamo paure anche per tante altre cose e non è per caso che l’esortazione divina: “non abbiate paura” ricorre decine e decine di volte nella Bibbia e per le situazioni più varie». Anche la Madonna resta spiazzata all’annuncio che le è stato dato. «A Maria – ha proseguito il Cardinale Semeraro – Dio fa un dono, il dono di un figlio, ma non le lascia il libretto delle istruzioni, un manuale su come si crescano i figli! L’angelo vola verso il cielo e lei rimane sulla terra, sola col mistero della sua maternità. […] Vivere di fede non vuol dire avere la ricetta per tutti i problemi, ma cercare ogni volta una risposta personale, considerando gli stili di Dio e cogliendo le interpellanze della storia, la storia grande e le nostre storie piccole». Nel saluto iniziale, Mons. Caputo ha ricordato i «centri diurni, case famiglia, luoghi di accoglienza e ristoro per bambini, poveri, persone uscite da dipendenze, dove ogni giorno si sperimenta l’amore evangelico e la cura per il prossimo. La presenza qui in questa piazza delle persone, giovani e adulte, accolte nelle nostre strutture testimonia come fede e carità siano a Pompei due aspetti della stessa realtà, mai disgiunti nella nostra azione pastorale». Fede e carità, da vivere seguendo gli esempi del Beato Bartolo Longo e del Servo di Dio Francesco Saverio Toppi, Arcivescovo della Città mariana dal 1990 al 2001, dei quali sono in corso, rispettivamente, le cause di canonizzazione e beatificazione. «Qui a Pompei, e non solo – ha aggiunto l’Arcivescovo Caputo – preghiamo incessantemente perché questi due processi giungano, anche per intercessione della Vergine, a compimento al più presto».

Riportiamo il saluto del Prelato, l'omelia del Cardinale Semeraro e il comunicato stampa