• via pacis 2018 hNei sabati di maggio e di giugno, alle 20, nel piazzale San Giovanni XXIII del Santuario, si reciterà il Santo Rosario e si terrà una fiaccolata per chiedere alla Vergine Maria la sua intercessione perché Dio conceda pace agli uomini in un frangente storico difficile, fatto di conflitti diffusi e sanguinosi. La Facciata della Basilica di Pompei, città simbolo di concordia universale, fu dedicata dal Beato Bartolo Longo, nel maggio del 1901, proprio alla Pace universale, tema delle Fiaccolate. Il rito non si svolgerà sabato 26 maggio, per la concomitanza con il grande pellegrinaggio a piedi della Diocesi di Napoli a Pompei.
     
  • corpus 2018 hLa solennità del Corpus Domini è occasione per rafforzare la nostra fede in Cristo Gesù presente tra noi nel sacramento dell’Eucarestia. La comunità ecclesiale di Pompei si riunirà sabato 3 giugno per la Concelebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo, Mons. Tommaso Caputo. I fedeli si ritroveranno alle 19.30, nel Pizzale “San Giovanni XXIII”, per la recita del santo Rosario. Poi, alle 20, la santa Messa presieduta dal Prelato. Al termine della celebrazione, inizierà la solenne processione eucaristica che attraverserà il cortile interno del Santuario e Piazza Bartolo Longo per giungere in Basilica dove ci sarà la benedizione eucaristica e la chiusura del Quadro.
     
  • chiusura maggio homeMaggio è per tutti provvidenziale occasione di grazia e di crescita spirituale alla scuola di Maria. Pertanto, a conclusione del mese a Lei dedicato, possiamo rinnovarle la filiale devozione ritrovandoci tutti insieme, giovedì 31 maggio, nel Piazzale San Giovanni XXIII, per la recita del Rosario. Alle 18 ci sarà l’offerta dell’incenso e delle intenzioni di preghiera poste nel cuore di Maria durante tutto l’anno, la recita del Rosario e la Piccola Supplica. Alle 19 la solenne concelebrazione eucaristica, seguita, alle 20, dalla processione aux flambeaux verso la Basilica.
     
     
  • pellegrinaggi homeSabato 26 maggio, si rinnovano i pellegrinaggi a piedi delle Diocesi di Sorrento-Castellammare e Napoli. Tanti i chilometri che i fedeli percorreranno per raggiungere la città mariana e rendere omaggio alla Madonna. Da Sorrento, si parte alle 22.30 di venerdì 25 dalla chiesa “Santa Lucia”. I fedeli raggiungeranno Pompei intorno alle 6.30 e parteciperanno alla Messa presieduta dal loro Arcivescovo, Mons. Francesco Alfano, nel Piazzale San Giovanni XXIII. La partenza da Napoli, per il pellegrinaggio organizzato dall’Azione Cattolica, è alle 13, dalla Basilica del Carmine Maggiore. I fedeli giungeranno a Pompei intorno alle 22 per partecipare alla Messa, nel Piazzale San Giovanni XXIII, presieduta dal Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli.
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  • cardinale letteraIl 9 maggio, l'Arcivescovo Emil Paul Tscherrig, Nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino, invia una missiva all'Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo, per esprimere la gioia di aver presieduto e condiviso la giornata della Supplica e la gratitudine per l'accoglienza ricevuta nel visitare il Santuario di Pompei e le sue Opere di carità. In allegato, pubblichiamo il testo integrale della lettera.
     
     
  • buongiorno maggio homeAll’aurora di ogni mattina di maggio, il mese della Madonna, si eleverà in Santuario, come tradizione, la preghiera del “Buongiorno a Maria”. Dal 1° al 31 maggio, dal lunedì al sabato, alle 6.30, tanti fedeli raggiungeranno Pompei per cominciare la loro giornata nella contemplazione orante della Vergine. Il Santuario ha pubblicato un sussidio, disponibile nella sua libreria, con schemi e brani per una migliore partecipazione al “Buongiorno a Maria”. In quest’occasione è stato scelto come tema “Maria, icona della Chiesa giovane”. Il sussidio si può richiedere anche alla Segreteria Generale, telefonando allo 0818577495/321 o inviando un fax allo 0818577321 o una e-mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
 

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Supplica alla Madonna di Pompei


Testo della Supplica in varie lingue


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La Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei fu scritta, nel 1883, da Bartolo Longo con il titolo “Atto d’amore alla Vergine”. Viene recitata solennemente due volte l’anno, alle ore 12 dell’8 maggio e della prima domenica d’ottobre, richiamando migliaia di pellegrini, provenienti da tutta Italia e dall’Estero, che in queste occasioni, si raccolgono davanti alla facciata del santuario per partecipare alla sua recita corale. La Supplica fu composta da Longo come adesione all'invito che, nella sua prima Enciclica sul Rosario, Papa Leone XIII aveva fatto ai cattolici, ad un impegno spirituale volto a fronteggiare i mali della società. Il 1° settembre del 1883, infatti, era stata pubblicata l’Enciclica Supremi apostolatus officio, con la quale il Papa indicava nella preghiera del Rosario uno strumento sicuro per il conseguimento del bene spirituale della società e della Chiesa, travagliata da “gravi calamità”. Al beato Bartolo Longo, che in quel tempo era impegnato ad erigere il tempio alla Vergine del Rosario e a diffonderne la devozione nel mondo, sembrò che la parola del Pontefice costituisse una sorte d’imprimatur a tutta la sua attività. Il 23 settembre inviò un telegramma al Santo Padre per ringraziarlo di aver pubblicato l’Enciclica sul Rosario, che sarebbe stata d’incoraggiamento per celebrare la prossima festa di ottobre e proseguire con maggiore alacrità la costruzione del Santuario del Rosario, la cui opera la Vergine accompagnava con incessanti prodigi. La diffusione del culto mariano raggiunse in quegli anni il suo apice grazie anche alla Supplica. Preoccupazioni ed esortazioni espresse nell’enciclica di Leone XIII dello stesso anno e riflessioni personali del Beato trovarono, così, appropriata espressione nella “Supplica alla potente Regina del SS. Rosario”, che fu recitata la prima volta nel giorno della festa di ottobre, celebrata il 14 di quel mese. L’8 maggio 1915 la preghiera fece il suo ingresso in Vaticano: alle ore 12.00, Benedetto XV, entusiasta estimatore del Fondatore e dell’Opera pompeiana, e i dignitari vaticani la recitarono nella Cappella Paolina. Tradizione che continuò con i Pontefici successivi. Come il 7 ottobre del 2003, quando Giovanni Paolo II, nella sua seconda visita a Pompei, avvenuta a conclusione dell’Anno del Rosario, ha recitato la Supplica assieme alle migliaia di fedeli giunti nella città mariana in quella solenne giornata dedicata alla Vergine del Rosario. Il testo della Supplica, che ha avuto nel tempo vari ritocchi, fino a giungere all’attuale formulazione, è profondamente coinvolgente, lirico e musicale. Si caratterizza per una coralità unica e unificante; tra tutte le preghiere composte da autori italiani è quella più famosa al mondo. È stata tradotta in una decina di lingue: dall’inglese al russo, dall’armeno al cinese, dall’urdu al maltese, al tamil, ecc. È una preghiera universale: il Beato aveva ragione a definirla Ora del mondo. Contemporaneamente, in diverse parti della terra, da New York a Buenos Aires, da Toronto a Sidney, da Johannesburg a Caracas, infatti, milioni di fedeli si ritrovano insieme per recitarla. La Supplica nasce dal cuore di Bartolo Longo, ma in realtà, ognuno può sentirsene l’autore, in quanto essa racchiude tutti i dolori e le speranze della famiglia umana. Il Longo, infatti, con la Supplica, ha dato voce all’amore che dalla terra si leva verso il cielo. Essa è preghiera per l’Italia, per l’Europa, per il mondo intero. A Pompei, la celebrazione, preceduta dalla santa Messa, si svolge all’aperto, davanti alla Facciata del santuario. Durante il rito, presieduto da Vescovi e Cardinali, si prega per la Pace, tema molto caro a Bartolo Longo, per lo sviluppo dei popoli, per il superamento delle ingiustizie sociali, per la famiglia. Viene sempre ricordata la vita e la straordinaria opera compiuta dal Beato per Pompei e per la sua rinascita, e vengono illustrati i progressi delle opere sociali, eredità del Longo, che oggi il santuario porta avanti grazie a chi opera al suo interno e grazie alla generosità dei fedeli che contribuiscono a mantenerle in vita. Per far fruire nel modo migliore la celebrazione ai pellegrini, vengono installati diversi maxi-schermi. In tempi recenti, la Supplica è stata trasmessa in diretta televisiva e radiofonica, sia a livello nazionale che internazionale. Dal 1979, viene trasmessa in diretta da Napoli Canale 21, emittente televisiva privata della Campania; nel 1998, è stata trasmessa in diretta mondiale da Rai International; nel 2002, da Tele Pace e nel 2006 da Sat 2000, Radio Maria e Radio Mater. Il 7 ottobre 2012, dopo alcuni anni, la Supplica è stata nuovamente trasmessa, in diretta, da RaiUno. In occasione della santa Messa di apertura del Sinodo dei Vescovi, l’allora Papa Benedetto XVI, in Piazza San Pietro, invitava i fedeli a seguire la celebrazione della Supplica alla Vergine del S. Rosario di Pompei e a “unirsi spiritualmente a tale corale invocazione”, trasmessa di li a poco sulla rete nazionale. Contemporaneamente, anche l’emittente TV2000 trasmetteva la recita della Supplica in diretta televisiva. Anche Papa Francesco, l'8 maggio 2013, durante l'udienza del mercoledì, ha voluto ricordare la solennità pompeiana dicendo ai fedeli raccolti in piazza san Pietro: «Oggi, 8 maggio, si eleva l’intensa preghiera della "Supplica alla Madonna del Rosario" di Pompei, composta dal Beato Bartolo Longo. Ci uniamo spiritualmente a questo popolare atto di fede e di devozione, affinché per intercessione di Maria, il Signore conceda misericordia e pace alla Chiesa e al mondo intero». È così profonda la risonanza che la Supplica suscita nell’animo dei fedeli, che centinaia di migliaia di persone, nei due appuntamenti annuali in cui è recitata solennemente, si recano a Pompei (alcuni, anche a piedi). Non importa se il viaggio affrontato è stato lungo, le ore di preghiera in piedi tante e il sole cocente. Tutti attendono l’Ora del Mondo, l’ora della Supplica e, in quel momento, pur provenendo da parti diverse d’Italia e del Mondo, ognuno si sente in sintonia con l’altro, per volgere il cuore alla Madre, che dall’alto ama e assiste i suoi figli, che a Lei presentano le loro richieste. Pregare la Madonna di Pompei significa esprimere la propria identità di figli che si rivolgono a Lei, la Madre che Gesù ci ha dato in dono dall’alto della Croce, come ricorda anche il testo della Supplica. Una figliolanza che fa intimi, familiari con Lei e con Dio. Molti giungono nella città mariana a piedi, come i fedeli di Pignataro Maggiore (CE) che, dal 1945, continuano il cammino di fede iniziato dai loro padri per ringraziare la Madonna di Pompei per averli fatti tornare dal Fronte. Ogni anno, il 7 maggio, in più di 400, si recano a piedi a Pompei, dove, dopo una lunga veglia di preghiera, recitano la Supplica con la certezza che la Madonna ascolterà ed esaudirà le loro preghiere. La devozione alla Madonna di Pompei è diffusa in tutto il mondo grazie soprattutto agli emigranti, ai quali, prima che si imbarcassero dal porto di Napoli, Bartolo Longo donava quadri della Madonna, assieme a corone del Rosario, immaginette e libretti di preghiere. Nel mondo sono nate, così, moltissime chiese, parrocchie e santuari dedicati alla Madonna di Pompei. Non si contano, poi, le Associazioni e le Confraternite a Lei dedicate. Solo negli Stati Uniti ci sono ben 10 chiese intestate alla Madonna di Pompei: a New York, Chicago, Providence, Lancaster, ecc. A New York, la parrocchia “Our Lady of Pompeii”, che risale al 1892, è retta dai Padri Scalabriniani, e durante il periodo della grande emigrazione fu un punto di riferimento per tutti gli italiani che approdavano nel nuovo mondo. In occasione della Supplica, la santa Messa viene celebrata in italiano, inglese, spagnolo e filippino. Dopo il rito si effettua una solenne processione e si termina con una grande festa. Altrettante ce ne sono in Canada: a Montreal, a Vancouver, ecc. Se ne trovano anche in Brasile, Venezuela e Uruguay e in tutte si organizzano numerose attività per promuovere il culto e la devozione alla Madonna. Numerose, poi sono le chiese della Madonna di Pompei in tutta l'Argentina. A Buenos Aires esiste addirittura un intero quartiere chiamato Nueva Pompeya perché proprio là, nel 1896, fu eretto un altare, sostituito, poi, nel 1900, dal Santuario de “Nuestra Señora de Pompeya”, retto dai frati minori cappuccini.