5 ottobre, celebrazione del Centenario di San Bartolo. Il racconto
06 Ottobre 2026
Il 5 ottobre scorso, per la prima volta, abbiamo celebrato la festa di San Bartolo da Santo e da Patrono di Pompei.
La prima parte della giornata è stata dedicata alle scuole. Don Giuseppe Esposito, Parroco del Santissimo Salvatore, a Pompei, ha celebrato in Santuario la Santa Messa delle 10. Al rito hanno partecipato gli alunni e gli insegnanti delle Scuole primarie di Pompei, che hanno animato la celebrazione. Don Giuseppe, commentando la lettura tratta dal Libro del Profeta Isaia, appena proclamata, ha spiegato ai bambini l'importanza della condivisione ricordando l’insegnamento di Gesù che esorta a dare da mangiare agli affamati e da bere agli assetati. La condivisione, anche solo di un sorriso, è la “carica” di cui abbiamo tutti bisogno nella nostra vita, quella “carica” che riceviamo anche attraverso la partecipazione alla Messa e la preghiera. In tal senso il riferimento è per noi San Bartolo Longo, che quando arrivò a Pompei, nel 1872, trovò il nulla, una Valle deserta, ma che ha costruito il Santuario e formato generazioni di bambini attraverso la preghiera e l'istruzione scolastica. Don Giuseppe ha così incoraggiato i ragazzi a vivere come San Bartolo, a studiare e a puntare sempre in alto.
Al termine del rito l’Arcivescovo di Pompei, Monsignor Tommaso Caputo ha presieduto la cerimonia semplice e consueta dell’omaggio floreale a San Bartolo, raffigurato nel monumento esposto in Piazza. “Adesso porteremo i fiori a San Bartolo. I fiori rappresentano tutti voi bambini per i quali il nostro Patrono aveva una speciale predilezione”, ha detto incoraggiando i bambini presenti a tornare la sera per partecipare alla Messa solenne insieme ai loro genitori e ai loro nonni. Alla cerimonia era presente anche il Sindaco, il Dottor Giuseppe Tortora, che ha ricordato come la ricorrenza di San Bartolo sia la festa della Città intera. Don Ivan Licinio, direttore del Servizio per la Pastorale Giovanile della Prelatura di Pompei, ha evidenziato l’importanza che la formazione e l’educazione avessero per San Bartolo. Proprio quel giorno, peraltro, si celebrava anche la Giornata Mondiale degli insegnanti.
Alle 11.30 è stato Monsignor Gioacchino Cozzolino, Responsabile dell’Ufficio “Cultura, Scuola e Università” della Prelatura di Pompei, a presiedere la Santa Messa all’Altare Maggiore del Santuario. In questo caso hanno partecipato gli studenti delle Scuole Secondarie di primo e secondo grado di Pompei, insieme ai loro insegnanti. Nella sua omelia Monsignor Gioacchino ha citato la canzone “Sogna, ragazzo, sogna” di Roberto Vecchioni per domandarsi: “Anche San Bartolo Longo aveva un sogno?”. "Probabilmente sì - prosegue - e lo ha realizzato poco a poco studiando, chiedendo aiuto, impegnandosi". Ripercorre poi le tappe fondamenti della vita del Patrono di Pompei, dal primo arrivo fino all’edificazione del Santuario, all’apertura delle Opere di carità, alla costruzione della nuova Città. “Il suo cammino - commenta – è un po’ quello di tutti noi. Parte da un sogno e arriva alla sua realizzazione. Vi invito dunque a fare come lui e a sognare in grande. Più sognate in grande e più farete qualcosa di grande. San Bartolo ha fatto proprio così”.
La Messa solenne della sera è stata celebrata, sul sagrato del Santuario, dall’Arcivescovo Caputo. “Ci ritroviamo stasera, dopo la splendida giornata della Supplica di ieri – ha detto nell’introdurre il rito – per celebrare il nostro Fondatore, San Bartolo Longo, Patrono della Città di Pompei, nel centenario del suo dies natalis. Nei giorni scorsi il nostro Santo ha visitato tutta la sua città con la peregrinatio che lo ha portato nelle otto parrocchie, dove è stato accolto dalle varie comunità che hanno organizzato momenti di preghiera e di riflessione, per adulti, giovani e bambini. È stata un'esperienza molto intensa che ha contribuito a far conoscere sempre più il nostro San Bartolo”. “Questa opportunità vissuta da tutte le comunità parrocchiali che insistono sul territorio della nostra città – ha proseguito il Prelato – è stata condivisa e incoraggiata anche dal caro fratello Monsignor Franco Alfano, Arcivescovo di Sorrento – Castellammare di Stabia, che celebra con noi questa Eucaristia. Con lui saluto e ringrazio l’Arcivescovo Luigi Travaglino, i sacerdoti, i religiosi, le religiose, i membri delle parrocchie, delle associazioni e dei movimenti ecclesiali, i volontari, le forze dell’ordine, la polizia locale”.
“Possiamo solo immaginare il cuore trepidante di San Bartolo quando, il 5 ottobre 1926 – ha detto poi nell’omelia – guidato per mano dalla Madonna del Rosario, si è trovato al cospetto di Dio Padre. Le cronache dell’epoca riportano che quel 7 ottobre, Solennità del Rosario, i suoi funerali furono l’apoteosi cristiana di Bartolo Longo. Questa ricorrenza del centenario della sua dipartita chiude una serie di memorie che, negli ultimi anni, abbiamo vissuto come qualcosa di sacro e di indelebile. (...) Noi tutti siamo stati spettatori di un autentico nuovo inizio, lo scorso Otto Maggio, il giorno dei giorni della Città mariana, evocato già dalla Loggia della Basilica di San Pietro, dal Papa appena eletto. Leone XIV è stato felice, nel primo anniversario dell’elezione, di venire a Pompei a porre il suo servizio sotto la protezione della Vergine Santa, ricordando – durante l’Omelia – che il ministero di Successore di Pietro gli era stato affidato proprio nella giornata della Supplica alla Vergine del Santo Rosario di Pompei”.
“San Bartolo - ha continuato spiegando il perché il Fondatore sia diventato anche Patrono della Città – non è stato solo un apostolo e un testimone della fede, che ha inciso in maniera profonda sul tessuto sociale e civile del suo tempo. È una verità evidente: ha trasformato una Valle sconsolata in terra benedetta e, nel contempo, ha indicato una strada a chiunque, in Italia, in Europa e nel mondo, abbia a cuore il bene della comunità, un bene che richiede come fondamento essenziale una condizione di pace".
“L’8 maggio, grazie al Papa - ha detto ancora - è stato possibile per tutti noi riscoprire la nostra storia, perché Leone XIV ha dato a essa nuova luce, contribuendo a svelare Pompei a noi stessi. A cent’anni dalla nascita al Cielo del nostro Fondatore diventa inarrestabile l’impulso di rendere grazie, di non dimenticare, di non disperdere, di non deviare neppure di un passo dal cammino che così lucidamente e con tanta preveggenza egli ci ha indicato. E, in questo giorno centenario, sento di consegnare di nuovo, a me e a voi, due semplici parole: fedeltà e apertura. Fedeltà alle nostre radici, vive e robuste; fedeltà al nostro Fondatore, la cui santità di vita è stata solennemente riconosciuta dalla Chiesa; fedeltà a Maria Santissima, nostra dolcissima Madre e Regina; fedeltà al Papa, Vicario di Cristo e successore dell’apostolo Pietro. Da questa fedeltà scaturisce l’obbligo di continuare a testimoniare Pompei, a promuovere e a diffondere il suo particolarissimo carisma di essere Tempio della Fede e della Carità nonché roccaforte della vera pace dove il volto di Cristo, contemplato nella preghiera del Rosario con lo sguardo di Maria, traspare nel volto di numerosi fratelli e sorelle che qui vengono accolti, assistiti e amati. Continuiamo a guardare a San Bartolo, continuiamo ad aprire le porte ai pellegrini e a chiunque cerchi accoglienza”.
Alla Santa Messa, animata dal Coro Pompeiano “Don Franco Di Fuccia” diretto dal maestro Francesco Federico, ha preso parte il Sindaco, il Dottor Giuseppe Tortora, e numerose autorità civili e militari.
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